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Onde d'urto
Anche definita come “terapia ad impulsi extracorporei”, la terapia ad onde d’urto rappresenta l’ultima innovativa metodica, (derivata da quella utilizzata in urologia per il trattamento della calcolosi renale), per la cura di patologie muscolo-scheletriche. Le Onde d’Urto rappresentano per la Medicina Riabilitativa ed Ortopedica una vera e propria scoperta, per via delle contenute energie impiegate, della semplicità dell’uso (non occorre sedare il paziente e/o monitorizzarlo con apparecchiature radiografiche o ecografiche), ma soprattutto per gli ottimi risultati terapeutici, che in molti casi consentono di evitare l’intervento chirurgico.
INDICAZIONI Le indicazioni per il trattamento con le Onde d’Urto nelle affezioni muscolo-scheletriche, sia acute che croniche possono essere suddivise in due campi d’applicazione: tessuti molli e tessuti duri.
COSA SONO e COME FUNZIONANO L’Onda d’Urto è un’onda acustica ad alta pressione, regolabile in un piccolo range di frequenza e d’intensità; si caratterizza per un aumento rapido di pressione e per la durata breve. L’applicazione, eseguita da personale altamente specializzato, dura pochi minuti (una decina) ed il numero di applicazioni consigliato è di circa 6, con cadenza bisettimanale, eventualmente ripetibili dopo un intervallo di 20-30 giorni. Se l’area da trattare è piccola e profonda si utilizza un applicatore per Onde d’Urto focali (concentriche), viceversa per aree piu’ grandi e superficiali si utilizza un applicatore per Onde d’Urto non focali (radiali). Il MECCANISMO d’AZIONE delle Onde d’Urto è rappresentato da una stimolazione della vascolarizzazione locale, che favorisce la diminuzione dell’infiammazione e da un’azione antidolorifica indotta dalla liberazione locale di endorfine, nonchè da una inibizione degli algocettori (i recettori del dolore). L’azione meccanica poi indurrebbe la frantumazione della calcificazione e la stimolazione dell’osteogenesi (ossificazione di fratture in pseudo-artrosi).
CONTROINDICAZIONI Assolute: gravidanza; alterazioni della coagulazione ematica; tumori della zona da trattare; infezioni settiche delle articolazioni da trattare.
Relative: infiammazione acuta con viva dolorabilità della zona da trattare; osteoporosi generalizzata importante.
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